Lega Volley Femminile A1 2024/25 - News.

NCAA Final 2024

Il mese di marzo negli Stati Uniti vuol dire solo una cosa: inizia la March Madness. Uscendo per un attimo dal campo da pallavolo per entrare in quello da pallacanestro, la March Madness è la fase finale del torneo di basket universitario della NCAA (National College Athletic Association), ed è tra gli eventi più seguite in tutti gli States.

Lo sport universitario gioca un ruolo incredibile nella cultura nazionale; oltre a grande trampolino di lancio per i giovani atleti è anche un fenomeno che influenza l’economia e l’identità culturale del paese.

Per rendere l’idea, nell’agosto 2023 è andato virale il match tra Nebraska e Omaha al Memorial Stadium di Lincoln (casa della squadra di football americano della University Nebraska-Lincoln) dove erano presenti 92 mila spettatori. Parlando invece di indoor, il record con più spettatori si è raggiunto a dicembre 2024 con la finale della NCAA Division I tra Penn State e Louisville (3-1) con quasi 22 mila spettatori.

Grandi numeri figli anche dell’incredibile qualità delle giovani atlete, perché sotto l’aspetto puramente sportivo, il campionato universitario femminile della NCAA ha portato sui palcoscenici più importanti del mondo giocatrici che hanno poi dominato il gioco, passando ovviamente anche per la nostra Serie A.

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Kimberly Hill

Nella città più grande e popolosa dell’Oregon, Portland, alla fine del novembre ’89 nasce Kimberly Hill. Un nome che non ha bisogno di presentazioni: ha vinto tutto contro tutti. Dal primo epico Oro di Tokyo 2021, il mondiale 2014 da MVP e miglior schiacciatrice, a tre scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe, un mondiale per club e una Champions League, tutto con Conegliano. Ma questa serie mostruosa di vittore inizia proprio dall’Oregon, dove si diploma nel 2008 per poi partire per il college.

Direzione Pepperdine University, Malibù, California. Kim milita nella NCAA Division I con la squadra universitaria dal 2008 al 2011, arrivando al suo senior year (il quarto anno) in finale regionale contro Southern California. Finale però dal gusto amaro per Kim e compagne, che non raggiungo le final-four perdendo 3-2, ma la figlia di Portland brilla come miglior marcatrice con 22 punti a referto.

In quella stagione Hill porta a casa 557 punti totali (472 attacchi vincenti, 31 ace), 1,171 attacchi tentati e 281 ricezioni. Numeri che le valgono l’inserimento nell'All American First Team del 2011, premio assegnato alle migliori giocatrici del paese.

L’unicità di Kimberly Hill sta nei due anni successivi, giocando questa volta per la squadra di beach volley, dove viene nominata per altre due volte nell'All American First Team. La prima pallavolista universitaria a riuscire nell’impresa.

Nella sua prima stagione in Italia, 14/15 con Novara, Hill entra già nella Top 10 per punti totali (402), e dopo l’esperienza in Turchia con una Champions League (16/17) e un mondiale per club (2017) si trasferisce a Conegliano dove scrive la storia, con un totale di 1,114 punti in Serie A.

Kathryn Plummer

Nella California che ha adottato Kim Hill ai tempi del college, nasce nel 1998 una giocatrice che ha lasciato una legacy incredibile nello sport universitario. Kathryn Plummer a livello NCAA è paragonabile a un certo Ferdinand Lewis Alcindor, meglio noto come Kareem Abdul-Jabbar. Con le Cardinal della Stanford University, la squadra più vincente nella storia della pallavolo collegiale, domina la Division I.

Nel 2016 vince il primo titolo e viene nominata Freshman of The Year – miglior giocatrice al primo anno. Al sophomore year (secondo anno) esce in semifinali di final-four, ma viene elette National Player of the Year (miglior giocatrice del paese). L’anno successivo è da cineteca: titolo NCAA, NPOTY e Most Outstanding Player (miglior giocatrice delle final-four). Arrivati al senior year nel 2019, nonostante un infortunio che la tiene lontana dal campo diverse partite, raggiunge la fase finale del torneo, viene rieletta MOP e ottiene il terzo titolo della sua carriera NCAA.

Potremmo chiudere qua la baracca, ma Kathryn Plummer dopo aver riscritto la storia della pallavolo universitaria è pronta per l’Europa. Firma con Monza nel 2019 e raggiunge i playoff in quella stagione interrotta causa Covid-19, e dopo un anno di esperienza in Giappone, nel 2021 torna in Serie A per diventare l’erede di Kim Hill.

Con Conegliano vince tre campionati, tre Coppe Italia, tre Supercoppe, un mondiale per club e una Champions League. Numeri paurosi che, arricchiti dalla vittoria in VNL del 2021, aspettano solo il successo olimpico, sfiorato a Parigi 2024.

Penn State

Quasi come la rivalità fra Boston Celtic e Los Angeles Lakers – tornando ancora alla pallacanestro, dopo Standford, con 9 titoli, abbiamo la Pennsylvania State University che vanta 8 successi (ultimo nel 2024).

Penn State ha avuto tra le sue classi – e palestre – giocatrici di rilievo i cui nomi e numeri di maglia hanno guadagnato spazio sulle pareti dell’università. In relazione alla Serie A, parliamo di Micha Hancock e Haleigh Washington. Data la differenza di età, le due si sono incrociate per un solo anno, il senior di Micha, il fresh per Haleigh, e ne è valso il titolo NCAA.

Siamo nel 2014 ed Hancock viene nominata NPOTY ed eletta nell’All-American First Team della stagione che le vale il secondo titolo universitario di fila, perché nel 2013 già ha dominato come MVP delle final-four con 48 assist in finale. Haleigh Washington termina il suo primo anno con statistiche discrete, che crescono costanti nelle stagioni successive, comparendo per tre volte nell’All-American First Team.

In Italia le due girano parecchio, e si ritrovano a Novara dal 2020 al 2022, dove sfiorano più volte successi in Italia ed Europa. Tra la vittoria della Challenge Cup 2019 di Hancock con Monza e una Coppa CEV per Washington nel 2023 con Scandicci, il vero successo per le studentesse di Pennsylvania State è il trionfo di Tokyo 2021, dove Haleigh Washington viene nominata anche miglior centrale dei Giochi.

Si potrebbe scrivere un libro sulle giocatrici nate in NCAA e poi giunte in Serie A. Kelsey Robinson, da Tennessee e Nebraska, altra dominatrice con Conegliano, Jordyn Poulter dall’Illinois, miglior palleggiatrice a Tokyo. Pensiamo ad Avery Skinner, vincitrice con Kentucky nel 2020, Dana Rettke dal Winsconsin o andando più indietro a Logan Tom. In futuro speriamo solo di assistere alla legacy di altre fuoriclasse provenienti dalla NCAA, il campionato universitario più incredibile del mondo.