Superlega 2024/25: tutte le news | Volleyball World.

Takahashi & Ishikawa

Come il Sole, simbolo di una Nazione e della sua bandiera, i giocatori che nascono in Giappone, una volta giunti alla maturità, sono pronti a illuminare i campionati più importanti e competitivi del mondo.

Nel paese che ospita l’élite del volley, la Superlega è la meta più ambita dai giocatori di ogni dove, Giappone compreso. Gli arrivi negli anni sono cresciti di pari passo al livello del campionato nipponico, la V League, in grado di formare atleti pronti e competitivi, caratterizzati dalla tecnica sopraffina, con una velocità surreale e disciplina tattica tipica.

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Tra meteore di una stagione, gregari d’eccellenza e star planetarie, la presenza dei giapponesi in Superlega comincia con Masayoshi Manabe a Palermo e Kato Yoichi a Treviso – dove vince campionato e Challenge Cup - tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000. Bisogna aspettare poi il 2009 per vedere a Padova Yu Koshikawa, tra A2 e Serie A.

Ma se in passato il massimo campionato italiano ha accolto principalmente atleti di supporto piuttosto che grandi protagonisti, negli ultimi anni hanno fatto il loro ingresso atleti dirompenti, capaci di infiammare il pubblico con il loro talento.

Yuki Ishikawa

Ishikawa possiede il dono dell’adattabilità, un giocatore equilibrato che ha nell’intelligenza l’arma più potente. Meticoloso, educato, preciso, lo stereotipo del giapponese, con la testa sempre concentrata sull’obiettivo: vincere. La sua è stata un’evoluzione continua e totale da quando è arrivato in Italia appena maggiorenne, che lo ha portato alla guida della sua nazionale.

Lui per quella maschile, la sorella Mayu – anche lei in Italia, a Novara – per la femminile. Il Giappone si affida ai due fenomeni usciti da Okazaki, città famosa per la pallavolo. Lì tutti giocano, e magari tutti hanno una foto appesa dei fratelli Ishikawa.

Ora Yuki di anni ne compie 30 il prossimo dicembre. Da giovane promessa a leader carismatico, quasi guru del gioco, dall’approccio a tratti filosofico, guidato da un’etica del lavoro che fa scuola a molti. Non teme la responsabilità, se la va a prendere, come quella dell’ammirazione negli occhi dei bambini che lo guardano giocare.

Sono passati poco più di dieci anni da quando Ishikawa ha messo piede sul taraflex della Superlega. Gli inizi con Modena, la Coppa Italia vinta subito ma senza incidere. Il biennio a Latina che lo plasma e la stagione 2018/2019 a Siena con numeri importanti ma che porta alla retrocessione in A2. La chiamata di Padova per rimanere ad alti livelli, poi il trasferimento a Milano, tra agevoli qualificazioni ai playoff, la vittoria in Challenge Cup, ma in Superlega non si va oltre la semifinale.

Per il miglior schiacciatore della VNL 2024 adesso è il momento di arrembare allo scudetto, da favorito, con Perugia. Arrivano ai playoff da seconda forza del campionato, pronti a sfidare ai quarti il primo amore italiano di Yuki, Modena. Può essere la volta della gloria per lo schiacciatore della prefettura di Aichi.

Ran Takahashi

Spesso i giapponesi hanno nel nome quella componente immateriale che negli ultimi anni è diventata tanto di moda: l’aura. Di questa componente Ran Takahashi sembra esserne fabbricato. Elegante, potente, decisivo, magnetico. Al liceo voleva essere come Ishikawa, ora i liceali vogliono essere come lui.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, la massima con cui Ran affronta la vita e lo sport. Non vuole solo essere il migliore, vuole esserlo in un modo nuovo e diverso. In Giappone è visto come una divinità, ma è probabile che anche a Monza venerassero lo stesso culto. Può sembrare un raggiro citare un atleta che oggi non milita più in Superlega, ma per quello che Takahashi ha dato – in sole tre stagioni – è doveroso.

«Ogni giorno cerco di fare della pallavolo uno sport da sogno. Voglio che sempre più bambini si interessino. Non è importante come le persone si avvicinano alla pallavolo, l’importante è che lo facciano».

L’ambasciatore Ran, che con i suoi numeri sui social fa invidia a una buona percentuale di influencer. Ruolo che – come molti atleti giapponesi – ricopre anche lui senza nasconderlo, quello di promotore del proprio sport, che porta visibilità ad effetto domino alla propria squadra, al campionato dove milita, alla città dove gioca, ai tifosi che entusiasma.

Parafrasando quel film vincitore agli Oscar, Ran Takahashi non vuole solo partecipare al gioco, vuole avere il potere di cambiarlo. E questo cambiamento arriva dall’università, quando sente che per diventare il migliore ha bisogno del suo periodo di Erasmus. Come Koshikawa prima e Ishikawa poi, anche Ran Takahashi passa dalla città del Mantegna e del Palladio, Padova – dobbiamo aspettiamoci in futuro altri colpi dal Sol Levante per la società veneta? Due anni alla Koiene Arena gli valgono la chiamata della Vero Volley Monza, con la quale in solo una stagione raggiuge la finale scudetto, persa contro l'ingiocabile Perugia.

Sfiorata l’impresa che neppure le divinità del volley avrebbero immaginato, Takahashi è tornato in patria, nella stessa squadra di Rui, il fratello insieme a cui da bambini hanno iniziato il loro viaggio in questo sport che vogliono trasformare in sogno.

Tatsunori Otsuka, Yuga Tarumi e Yuji Nishida

Con Tatsunori Otsuka e Yuga Tarumi siamo dentro l’ondata più fresca di atleti giapponesi in Superlega. Nati entrambi nel 2000, i due schiacciatori sono alla prima stagione in Italia, Otsuka con Allianz Milano e Tarumi con Latina. Al di là dei playoff raggiunti, il loro primo anno assume i toni del grigio, anche se con sfumature brillanti date da un premio di MVP ciascuno. Chissà non cambino già veste durante questi playoff, o dovremo aspettare la prossima stagione per vederli maturare, così come d’altronde è successo per i loro predecessori.

Peccato infine non aver visto per più tempo in Italia un altro dei pilastri della nazionale nipponica, Yuji Nishida, che a Vibo Valentia è rimasto solo un anno, alternando sprazzi di giocate bioniche a partite viste dall’infermeria.

La bandiera giapponese è in costante crescita nelle formazioni della Superlega, il riflesso di un movimento in ascesa, capace di unire talento, dedizione e una filosofia di gioco unica. Da Ishikawa a Takahashi, fino ai nuovi volti come Otsuka e Tarumi, questi atleti stanno ridefinendo il ruolo del volley giapponese nel panorama internazionale. Il loro impatto non si misura solo in statistiche, ma anche nell’entusiasmo che generano tra tifosi e appassionati. Speriamo che il futuro riservi nuove stelle pronte a illuminare il campionato italiano.